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Cranberry - scheda tecnica
VACCINIUM MACROCARPON
PROPRIETA'
Originario del Nord America, il cranberry è stato utilizzato come trattamento tradizionale per le infezioni del tratto urinario prima dell'introduzione degli antibiotici, e continua ad essere ampiamente utilizzato come prodotto di automedicazione per questo scopo [5,6]. Studi clinici controllati e randomizzati, sia in vitro che nell'animale, supportano l'uso specificatamente come agente preventivo per le donne predisposte ad infezioni vescicali ricorrenti. La parte usata come farmaco è il frutto maturo, che è estremamente aspro. Molte preparazioni a base di cranberry sono dolcificate con zucchero, saccarina o fruttosio per migliorarne la palatabilità. Recentemente sono state realizzate delle formulazioni in compresse contenente estratto secco concentrato e titolato. Il principale uso clinico del cranberry è la prevenzione delle infezioni ricorrenti del tratto urinario. Inizialmente i suoi benefici erano attribuiti all'acidificazione delle urine e al suo contenuto di acido ippurico, ma studi più recenti indicano che le proantocianidine ed altri prodotti ad alto peso molecolare identificati nel cranberry interferiscono con l'adesione di batteri uropatogeni alla mucosa vescicale.
Dati epidemiologici, studi randomizzati e controllati supportano l'uso del cranberry come agente profilattico per le cistiti ricorrenti [7,8]. Il cranberry non dovrebbe essere usato da solo nel trattamento delle UTI.
MECCANISMO D'AZIONE
Azione antimicrobica : Studi recenti hanno focalizzato gli effetti antibatterici del cranberry più sull'adesività batterica all'epitelio urinario che sull'azione acidificante o dell'acido ippurico. Le donne sofferenti di UTI ricorrenti sembrano essere particolarmente sensibili all'adesione di batteri uropatogeni. I ceppi uropatogeni si affidano all'adesione delle fimbrie di tipo P per permettere la colonizzazione e il relativo processo infettivo.
Le proantocianidine del cranberry prevengono l'adesione delle fimbrie di tipo P dei ceppi uropatogeni di E. coli [9,10].
Azione acidificante
In precedenti casistiche, si era osservato che adulti, che consumavano elevate quantità di cranberry, avevano urine acide. In uno studio, soggetti normali che assumevano succo di cranberry con i pasti, avevano valori di pH significativamente ridotti per alcune ore dopo il pasto. L'effetto acidificante urinario sembrerebbe tuttavia transitorio.
Un paziente necessiterebbe di almeno 1.500 ml./die di succo di cranberry per avere un impatto significativo e duraturo sull'acidità urinaria [11].
Riduzione dell'odore associato con l'incontinenza
In casistiche di adulti incontinenti e di bambini che richiedevano una cateterizzazione intermittente, si è manifestata una significativa riduzione soggettiva degli odori urinari in seguito ad assunzione giornaliera di succo di cranberry [12]. Questo effetto sembrerebbe secondario alla riduzione delle cistiti subcliniche piuttosto che sul tono dello sfintere uretrale.
INDICAZIONI
Prevenzione delle infezioni urinarie croniche.
PROPRIETA'
Originario del Nord America, il cranberry è stato utilizzato come trattamento tradizionale per le infezioni del tratto urinario prima dell'introduzione degli antibiotici, e continua ad essere ampiamente utilizzato come prodotto di automedicazione per questo scopo [5,6]. Studi clinici controllati e randomizzati, sia in vitro che nell'animale, supportano l'uso specificatamente come agente preventivo per le donne predisposte ad infezioni vescicali ricorrenti. La parte usata come farmaco è il frutto maturo, che è estremamente aspro. Molte preparazioni a base di cranberry sono dolcificate con zucchero, saccarina o fruttosio per migliorarne la palatabilità. Recentemente sono state realizzate delle formulazioni in compresse contenente estratto secco concentrato e titolato. Il principale uso clinico del cranberry è la prevenzione delle infezioni ricorrenti del tratto urinario. Inizialmente i suoi benefici erano attribuiti all'acidificazione delle urine e al suo contenuto di acido ippurico, ma studi più recenti indicano che le proantocianidine ed altri prodotti ad alto peso molecolare identificati nel cranberry interferiscono con l'adesione di batteri uropatogeni alla mucosa vescicale.
Dati epidemiologici, studi randomizzati e controllati supportano l'uso del cranberry come agente profilattico per le cistiti ricorrenti [7,8]. Il cranberry non dovrebbe essere usato da solo nel trattamento delle UTI.
MECCANISMO D'AZIONE
Azione antimicrobica : Studi recenti hanno focalizzato gli effetti antibatterici del cranberry più sull'adesività batterica all'epitelio urinario che sull'azione acidificante o dell'acido ippurico. Le donne sofferenti di UTI ricorrenti sembrano essere particolarmente sensibili all'adesione di batteri uropatogeni. I ceppi uropatogeni si affidano all'adesione delle fimbrie di tipo P per permettere la colonizzazione e il relativo processo infettivo.
Le proantocianidine del cranberry prevengono l'adesione delle fimbrie di tipo P dei ceppi uropatogeni di E. coli [9,10].
Azione acidificante
In precedenti casistiche, si era osservato che adulti, che consumavano elevate quantità di cranberry, avevano urine acide. In uno studio, soggetti normali che assumevano succo di cranberry con i pasti, avevano valori di pH significativamente ridotti per alcune ore dopo il pasto. L'effetto acidificante urinario sembrerebbe tuttavia transitorio.
Un paziente necessiterebbe di almeno 1.500 ml./die di succo di cranberry per avere un impatto significativo e duraturo sull'acidità urinaria [11].
Riduzione dell'odore associato con l'incontinenza
In casistiche di adulti incontinenti e di bambini che richiedevano una cateterizzazione intermittente, si è manifestata una significativa riduzione soggettiva degli odori urinari in seguito ad assunzione giornaliera di succo di cranberry [12]. Questo effetto sembrerebbe secondario alla riduzione delle cistiti subcliniche piuttosto che sul tono dello sfintere uretrale.
INDICAZIONI
Prevenzione delle infezioni urinarie croniche.












