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GLI ISOFLAVONI

Dalle bacche della soia è stata identificata una particolare frazione polifenolica denominata "isoflavoni". Tali isoflavoni, definiti comunemente fitoestrogeni, hanno la capacità, nella loro forma agliconica, di interagire con il recettore di tipo 2 degli estrogeni esattamente come l'estradiolo. L'unica differenza consiste nell'affinità di legame che per i fitoestrogeni e di circa 100 volte inferiore rispetto a quella dell'estradiolo. Nonostante un'affinità di legame non certo elevata tali isoflavoni determinano un'azione estrogeno-simile sui tessuti e possono quindi essere impiegati come estrogeni naturali.

Il loro impiego in ambito vaginale consente di:
1) potenziare l'azione dei lattobacilli e dell'acido lattico esogeno in ambito vaginale (gli estrogeni potenziano infatti il catabolismo del glicogeno ad acido lattico e quindi inducono l'abbassamento del pH vaginale);
2) fronteggiano l'eccessiva secchezza vaginale;
3) migliorano l'elasticità delle pareti vaginali;
4) consentono di fronteggiare localmente le problematiche vaginali indotte dalla menopausa e dalla post-menopausa.
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