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Infezioni Uro Vaginali - Biohealth
IL pH VAGINALE

Il pH
Il pH rappresenta un importante fattore di regolazione dell'ecosistema vaginale. L'ambiente vaginale normale, rappresenta infatti una importante "struttura" di difesa contro le infezioni. Modifiche del pH, anche se transitorie, sono sufficienti ad alterare radicalmente la flora vaginale (lactobacilli).I Lattobacilli infatti sono in grado di produrre acido lattico degradando il glucosio che viene prodotto ed immagazzinato sotto forma di glicogeno da parte della mucosa vaginale. L'acido lattico mantiene il pH vaginale intorno a 4.5. Inoltre i Lattobacilli producono anche perossido di idrogeno che svolge una importante azione antibatterica.

Infezioni uro vaginali
La vaginosi batterica rappresenta una delle più comuni forme di infezione vaginale. Il ruolo clinico di questa condizione patologica risulta rilevante in quanto è ormai dimostrato come essa rappresenti un fattore di rischio sia di complicanze ostetriche (parto prematuro, rottura prematura delle membrane, basso peso alla nascita) che di complicanze ginecologiche (endometrite). In corso di vaginosi batterica si osserva una diminuzione fino alla scomparsa della flora lattobacillare che viene progressivamente sostituita da batteri come Gardnerella vaginalis e batteri anaerobi. Un elemento fondamentale per la diagnosi di vaginosi batterica è il pH vaginale >4.5. L'innalzamento del pH vaginale può essere considerato una conseguenza, più che un effetto, della progressiva riduzione-scomparsa dei lattobacilli.
Un aspetto che ci fa capire il ruolo rilevante di un pH vaginale alterato come causa più che come effetto della vaginosi batterica è il dato, spesso dimenticato nella letteratura scientifica, che un pH alterato (>4.5) rappresenta il fattore maggiormente predittivo per lo sviluppo successivo di recidive di vaginosi batterica in donne trattate con successo dopo una prima infezione. Inoltre in condizioni di bassi livelli di estrogeni (es.menopausa) si ha una riduzione della produzione di glicogeno utile al nutrimento e sopravvivenza del lattobacilli e della sua successiva trasformazione in acido lattico. Per tale motivo l'uso locale degli isoflavoni di soia permette di normalizzare anche questa condizione, in quanto stimolano la mucosa vaginale a produrre più glicogeno.
Questi dati suggeriscono come un approccio terapeutico che abbia l'obiettivo di normalizzare in maniera stabile nel tempo il pH vaginale potrebbe rappresentare una razionale strategia curativa della vaginosi batterica e della prevenzione delle recidive.
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