ESIGENZE / Dolore

Il dolore viene definito dallo IASP (International Association for the Study of Pain) come una “sensazione sgradevole e una esperienza emozionale dovuta a un danno tissutale attuale o potenziale”.

Ogni paziente porta quindi dentro di sé una propria esperienza del suo dolore con caratteristiche emozionali peculiari. Questo fatto rende difficoltosa la comunicazione di questa esperienza da parte del paziente e quindi ancor più difficoltosa l’interpretazione del fenomeno dolore da parte del medico.

Il dolore può essere classificato secondo vari criteri.

LA PRIMA CLASSIFICAZIONE DEL DOLORE È QUELLA CHE DISTINGUE IL DOLORE ACUTO E IL DOLORE CRONICO.

Il dolore acuto è conseguenza di un trauma (es. frattura ossea, parto) o di un intervento chirurgico, ha un esordio definito nel tempo e si associa ad iperreattività del sistema nervoso autonomo. L’entità del dolore acuto è correlata alla gravità del danno tissutale o al trauma.

Compare all'improvviso ed è il classico caso di allarme che aiuta ad agire correttamente per evitare all'organismo un danno maggiore, per esempio tenere a riposo una parte traumatizzata. Quando il dolore persiste oltre il processo di guarigione assume le caratteristiche del dolore cronico. Qualunque sia l'origine, il dolore acuto produce reazioni di difesa e di protezione che comprendono:

 

  • alterazioni dell'umore (depressione, ansia, paura)
  • modifiche del sistema nervoso autonomo (alterazione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, nausea, vomito, sudorazione)
  • atteggiamenti di modifica della postura.

Il dolore è definito cronico quando ha una durata superiore ai tre mesi e comporta cambiamenti nella vita propria e di relazione del paziente (Becker et al., 1997; Gureje et al., 1998). Oggi il limite temporale è stato superato e oggi il dolore è cronico se dura più del previsto. È uno stato che tende ad essere più insistente del dolore acuto e compromette la vita sociale e la personalità del paziente. 

 

Dolore ACUTO

Dolore CRONICO

Ha durata limitata e cessa con la guarigione della causa

Perdura per tre mesi e più a lungo e risponde poco alle terapie mediche

Causato da lesioni e alterazioni interne o esterne

E’ sganciato dall’evento scatenante

Correlato all’intensità dello stimolo

La sua intensità non è più correlata con lo stimolo causale

Ha una localizzazione precisa

Diventa una vera e propria malattia.

In Europa ne soffre circa il 19% della popolazione adulta

Da in distinto segnale di protezione e di avvertimento

Ha perso la sua funzione di protezione e avvertimento

 

Il dolore acuto a sua volta, in base alle caratteristiche e alla localizzazione del dolore, può essere classificato:

 

Tipo di dolore

Sedi di localizzazione

Caratteristiche

SUPERFICIALE

Cute Mucose

Netto, pungente, urente, trafittivo, pulsante, ben localizzato

SOMATICO

PROFONDO

Muscoli, tendini, articolazioni, periostio, osso, legamenti

Sordo, meno localizzabile

VISCERALE

Visceri, pleure, peritoneo

Diffuso, sordo, associato a sintomi vagali

RIFERITO

Sedi diverse da quelle dove è causato

Iperalgesia cutanea, contrazione muscolare riflessa,

iperalgesia profonda, manifestazioni vegetative

 

Il dolore può essere 

  • Localizzato : il dolore è in un punto del corpo.
  • Irradiato: il dolore sembra seguire un decorso lungo un tratto del corpo (per esempio, un mal di schiena con una irradiazione sciatica) si tratta di dolore irradiato.
  • Riferito: il dolore non ha una chiara localizzazione Ci sono anche il dolore somatico e quello psicosomatico. Il primo non coinvolge il sistema nervoso, mentre nel secondo alla componente fisica si aggiunge una componente emotiva. 

Il dolore viene anche suddiviso in specifico e aspecifico.

Il dolore specifico, a sua volta, si divide in:

  • Dolore nocicettivo: Il dolore che deriva da un danno reale o potenziale di tessuto non-neurale, dovuto all’attivazione dei nocicettori. 
  • Dolore neuropatico: Il dolore causato da una lesione o malattia del sistema nervoso somatosensoriale. Il dolore neuropatico è una descrizione clinica (e non una diagnosi) che richiede una lesione dimostrabile o di una malattia che soddisfa i criteri diagnostici stabiliti neurologici (es. nevralgia post erpetica)

Il dolore aspecifico è il dolore da sensibilizzazione: maggiore reattività dei neuroni nocicettivi ai loro normali input, e/o reclutamento di una risposta nocicettiva ad input normalmente sottosoglia. 

(IASP) www.iasp-pain.org/Taxonomy