Tutte le risposte / Apparato genitourinario

 Oggetto: Acidif in gravidanza

Domanda:

Buongiorno, acidif plus o mono si possono assumere in gravidanza? Grazie, saluti 

Risposta:

Buongiorno, 

l'assunzione di Acidif Plus è consentita in gravidanza ed è molto utile per tamponare i sintomi in attesa di eseguire urocoltura non interferendo con l'esito dell'esame, cosa che invece avviene con gli antibiotici. L'Acidif Mono non è consigliato in gravidanza anche se non vi è un razionale per impedire tale assunzione.

Cordialmente




Dott.ssa Giuliana Sarteur

 

 


 Oggetto: Infezione al tratto urinario e Pielonefrite

Domanda:

Buongiorno,

Soffro di infezione al tratto urinario da circa due anni, iniziata durante una gravidanza.

A inizio 2017 sono stata ricoverata per pielonefrite acuta al rene dx con due ascessi risoltasi poi bene dopo 40 giorni di antibiotico.

Vivo a Londra e ripeto l'esame delle urine regolarmente per la paura di un'altra infezione al rene. Ogni 2/3 mesi ho un'infezione che curo con una settimana di antibiotico. L'infezione e' sempre causata da E. Coli

Mi hanno consigliato di prendere Acidif Plus, cosa ne pensate e per quanto tempo sarebbe opportuno prenderlo?

Non so piu' cosa fare per evitare queste infezioni e vivo con la paura di un'altra pielonefrite.

Grazie e cordiali saluti

 

Risposta:

Gentilissima,

in effetti l'Acidif Plus è forse l'unica arma che Lei può utilizzare per prevenire e combattere le infezioni del tratto urinario;

nella sua lettera comunque non si evince se abbia eseguito ecografia o altre indagini diagnostiche, se i reni sono normali nel loro sistema escretore o se vi sono difetti congeniti o acquisiti come patologie del giunto pielo ureterale che pregiudichino  lo scarico dell'urina; se vi è stata la presenza di calcolosi;

Comunque come consigli di ordine generale:

-bere 2 litri e mezzo di acqua al giorno

-se funzione renale (valori di creatinina) normale: assuma acidif plus  1 mattina 1 sera per 1 mese - poi 1 mattina 1 sera a settimane alterne per altri 2 mesi - poi continuare con 1 compressa mattina ed 1 sera per una settimana ogni mese per altri 9 mesi (cosi completa 1 anno di trattamento).

Per qualsiasi altra informazione non esiti a consultarmi.

cordialmente

 

Dott.  Michele Barbera
Specialista in Urologia

 

 

 


 

Oggetto: Lithos e ipertensione arteriosa

Domanda:

Buongiorno,

è da tempo che assumo 2 compresse di Lithos al giorno su indicazione medica per la cura di una calcolosi, vorrein sapere se a fronte di una terapia per ipertensione (mezza pastiglia di moduratic e mezza pastiglia di enalapril al giorno) è indicato continuare la terapia con Lithos avendo letto come controindicazioni dei farmaci per ipertensione l'assunzione integratori di potassio.

Grazie e cordiali saluti

 

Risposta:

Gent.mo utente di questa rubrica,

la domanda che pone ha un razionale evidente poiché l’amiloride contenute nel prodotto Moduretic è un risparmiatore di potassio (K) e l’Enalapril come ace-inibitore ha tra i suoi effetti quello di modificare un’asse ormonale che può produrre un aumento del K circolante.

Lei in un modo tipicamente spannometrico (da paziente non me ne voglia) mi da troppe poche indicazioni, per cui sarò costretto a darle delle notizie che avranno un range di generalità ma credo di riuscire a farle capire quanto è necessario.

Prima di tutto non mi da la dose assunta dei due farmaci (mezza pasticca di quello e mezza di quell’altro): per intendersi mezza cpr da 5 o 10 o 20 mg di Enalapril fanno una bella differenza per cui se assume 2.5 mg/die il rischio è modestissimo e se 20 è maggiore. Secondo di poi non mi dice niente sulla sua funzionalità renale: il rene tra le 1000 cose che fa due tra le principali sono: risparmiare sodio ed eliminare K. Pertanto se la sua funzione renale non fosse perfetta (più fosse ridotta, peggio sarebbe) assumere un diuretico risparmiatore di potassio, un antiipertensivo che può farlo aumentare, ed un integratore contenente K e Mg, potrebbe essere pericoloso.

Dopo il lato negativo mi lasci parlare guidato dal buonsenso: se il suo medico sapendo che fa un integratore con citrato di K non le ha detto niente quando le ha consigliato o le hanno consigliato questi 2 farmaci vuol dire che è confidente o che sa che i suoi reni sono ben funzionanti per cui il rischio è basso/assente. Se così non fosse potrebbe fare un altro diuretico (sempre un tiazidico che fa risparmiare calcio nelle urine… momento patogenetico della sua calcolosi renale?... io non lo so ovviamente) che non ha però l’amiloride che risparmia il K, per esempio la Indapamide (da 1.5 per esempio) riducendo il rischio di iperK. Da ultimo potrebbe sempre controllare la creatinina e soprattutto Na e K dopo 15-20 giorni di questa terapia e conoscere effettivamente se ha una iperpotassiemia o meno… e se avesse tali esami prima della assunzione di questi nuovi farmaci potrebbe fare il confronto tra prima e dopo (un po’ spannometrico anche questo ma sicuramente per il suo medico indicativo dell’effettivo rischio).

Spero di essere stato sufficientemente chiaro e di esserle stato utile. Fa bene a preoccuparsi ma non più di tanto e soprattutto per niente dopo che avrà fatto gli eventuali controlli di cui sopra.

Non so niente della sua calcolosi renale ma il citrato di K e Mg è un presidio quasi indispensabile assai spesso!

 

Con i miei migliori auguri.

 

Dott. Marco Lombardi
Specialista in Nefrologia

 

 


 Oggetto: Quali integratori per la calcolosi?

Domanda:

A circa 20 anni ho avuto un calcolo al rene DX di 7mm che ho espulso naturalmente.

Ora a seguito di piccoli dolori ho fatto una ecografica e mi sono stati trovati vari calcoli a entrambi i reni di cui il più grande da 6mm

Il mio medico mi ha suggerito di prendere i vostri integratori al fine di sciogliere questi calcoli.

Visto la varietà dei vostri prodotti chiedo un consiglio su quale sia il più appropriato.

Grazie per la vostra attenzione, Giancarlo. 

 

Risposta:

Gentilissimo Sig. Giancarlo,

sicuramente con una TAC addome in bianco il radiologo , se dovesse misurare la densità delle immagini in scala HU, potrebbe darle delle informazioni più precise.

Infatti la scala HU va da 0 densità aria a 1000 densità osso.

Per cui qualcosa che abbia densità < 500 è da assimilare a calcolo di acido urico e quindi trattabile con Lithosolv granulare;

Se invece la densità va oltre 550, è da assimilare a carbonato o fosfato di calcio e quindi da trattare con Lithos buste.

Comunque al di la del trattamento con potassio tribasico presente nel Lithosolv granulare, il trattamento con citrato di magnesio e potassio del Lithos buste, nelle more che poi lei faccia una TAC, glielo consiglio con dose di 1 mattina 1 sera più 3 litri di acqua al giorno.

In attesa di suo riscontro quando avrà esperito l'esame TAC

 

Cordialmente