Tutte le risposte / Apparato genitourinario

  

Oggetto: Cistite post coitale da Escherichia coli

Domanda:

Salve,

per quanto tempo è necessario assumere Acidif plus?

Io vorrei evitare delle recidive di cistite post coitale da Escherichia coli.. Ormai è un incubo da anni... Premetto che seguo un accurata igiene pre e post rapporto.

Grazie in anticipo                               

 

Risposta:

Buongiorno carissima,

non vi sono limiti di tempo nell'assunzione di Acidif Plus, ma ritengo che le dinamiche della cistite post coitale abbia più di un fattore causale e che incida soprattutto il tono muscolare dell'elevatore dell'ano il quale rimanendo contratto per difesa al dolore determina una minor lubrificazione e protezione soprattutto del tratto terminale dell'uretra.

Per questo motivo sarebbe utile una visita ginecologica con particolare attenzione a questo fenomeno. 

Un caro saluto

 

 

 


Oggetto: Calcolosi renale da Cortisone

Domanda:

Salve,

ho purtroppo, per un problema reumatico la necessità di assumere cortisonici che, a quanto sembra possano formare calcolosi, di fatto mi è già successo per due volte di subire coliche renali anche di una settimana con conseguente ricovero e altro, mi è stato consigliato in ospedale di assumere "Lithos", con frequenza di venti gg ogni tre mesi.

La domanda che cortesemente le rivolgo è: posso assumere il farmaco anche continuamente per lungo tempo oppure occorre limitare il trattamento come mi è stato detto, ci sono alternative? il terrore di nuove coliche è grande... ovviamente cerco di bere il più possibile ma a volte non ne ho la possibiiità per ragioni di lavoro.

Vi ringrazio dell'eventuale cortese risposta.

Cordialità.                              

 

Risposta:

Gentile Sig,

Il consiglio che le posso dare è quello di assumere il Lithos Plus cpr nella misura di 1 cpr mattina e 2 la sera x 3 mesi, poi 1 mattina 1 sera per altri 6 mesi, indi continuare con questa dose a mesi alterni.
Il citrato di potassio e magnesio contenuto serve a non fare agglomerare il calcio con l'ossalato, anzi ha una azione di smerigliatura sul calcolo e crea delle linee di frattura.


Serve anche una buona diuresi, circa 2 litri al giorno, per tale motivo è necessario bere 200 ml di acqua ogni ora dalle ore 7 alle 24.
Suggerimento:
Esistono diverse applicazioni per telefoni android che aiutano a ricordarsi di bere
Per qualsiasi altra cosa non esiti di contattarmi.


Distinti saluti.

 

 

Dott. Michele Barbera
Specialista in Urologia

 

 


 

Oggetto: Cistite da Klebsiella pneumoniae

Domanda:

Klebsiella pneumoniae AIUTO!!

Ho 38 anni e non ho mai sofferto di cistite, è partito tutto con scariche di diarrea perchè soffro di colon irritabile in più ho delle intolleranze al lattosio, lievito di birra, pomodori e peperoni.

E' partito tutto da luglio, dopo varie scariche ho avuto l'Escherichia coli che è stata debellata con 5 giorni di Ciproxin, dopo 2 settimane ho rifatto le analisi delle urine e mi è venuta la klebsiella pneumoniae, ho appena finito di prendere per 10gg un antibiotico la Cefixima EG400, ad oggi non ho dolore ma continuo ad andare spesso al bagno e sento un senso di pressione sulla vescica.

Devo aspettare ora 2 settimane e ripetere le analisi, credetemi non ne posso proprio più.

Potete aiutarmi? Io credo che parta tutto dal mio intestino.

Risposta:

Buongiorno carissima, 

come Lei giustamente fa notare è proprio l'intestino l'organo colpevole delle infezioni delle vie urinarie, a maggior ragione quando vi sono molte intolleranze che inducono scariche frequenti.

La terapia antibiotica è fondamentale per l'attacco acuto e di seguito alcune norme di igiene locale e generale sono indispensabili per evitare le ricadute.

Bere molti liquidi, spremute di pompelmo che acidificano la vescica, spremute fresche, acidificanti per via orale come Acidif o Acidif plus nelle emergenze acute, probiotici intestinali per ricostruire l'habitat.

Cordiali saluti.




Dott.ssa Giuliana Sarteur

 

 


 Oggetto: Calcolosi e metadone

Domanda:

Buongiorno eg. dott.

da una recente ecografia è risultato il seguente esito:rene sx di dimensioni in limite di norma,con lieve e diffusa riduzione dello spessore paranchinale.i

l mio medico dice che non è necessario un consulto con uno specialista perchè ritiene che non sia un problema da seguire.

Assumo metadone da 20 anni. questo farmaco fa male ai reni? chiedo questo perchè il suddetto medico si ostina a dire di no quando invece ho letto su decine di siti il contrario.

grazie in anticipo

 

Risposta:

Gentilissimo Signore,

il suo medico ha ragione, il metadone -sebbene eliminato anche a livello renale- esso stesso non provoca danni ai reni; semmai la Farmacocinetica inalterata in presenza di insufficienza renale, induce una emivita prolungata al metadone (rimane per più tempo in circolazione nel corpo);

Per cui è necessaria una gestione algologica specialistica con bassi dosaggi iniziali.

Cordialmente

 

Dott. Michele Barbera

 Specialista in Urologia

 

 

 


 Oggetto: Cistiti post-coitali

Domanda:

Buongiorno,

sono una donna di 42 anni e soffro di continue cistiti post coitali da enterococcus fecale con carica batterica elevata curate sempre con amplital ma recidivano sempre...

di base ho anche vescica iperattiva curata con 15 gocce di Laroxy e uso cerazette come anticoncezionalel.. ho preso mirtillo a quintalate ma niente passano solo con gli antibiotici che mi hanno procurato una grave disbiosi......

ora la ginecologa mi ha parlato dell'acidif.... potrebbe essere una soluzione?

Sono disperata non so più cosa fare.....

grazie per una eventuale risposta buona giornata!

 

Risposta:

Buongiorno,
le così dette cistiti post coitali soprattutto da contaminazione da enterococco, sono spesso dovute all'ipertono dell'elevatore dell'ano vale a dire del muscolo che si colloca alla base del vestibolo vaginale e che fa parte della struttura muscolare del pavimento pelvico. Questa contrattura impedisce una buona perfusione vascolare ai muscoli che favorirebbe durante i rapporti una protezione soffice all'attrito anteriore.

Mi rendo conto che la spiegazione non è semplice, sarebbe sicuramente più comprensibile se fosse effettuata durante la visita ginecologica.

Il prodotto che lei segnala può essere molto utile nella profilassi delle cistiti batteriche in quanto le urine acide contrastano lo sviluppo dei batteri.

Il buon funzionamento dell'intestino ed il rispetto dell'ecosistema vaginale fanno il resto. Eviterei il continuo utilizzo di antibiotici.

Cordialmente


Oggetto: Prevenire la cistite causata dai rapporti sessuali

Domanda:

Salve ho finalmente (sembra) sconfitto la cistite.

L'urinocoltura ha mostrato che Era causata da E.coli. Adesso va molto meglio. A livello vaginale restano alcune colonie di E.coli.

Vorrei quindi prevenire eventuali altri attacchi di cistite dato che spesso arrivano in seguito a rapporti.

Servirebbe un buon lubrificanete/antimicromibo durante i rapporti dato che ho anche secchezza vaginale? Servono le compresse vaginali oltre che le compresse alimentari?

Mi da qualche consiglio? la ringrazio.

 

Risposta:

Buongiorno, la presenza di E. Coli vaginale denuncia una contaminazione intestinale in quanto è lì che si riproduce il batterio.

Il passaggio avviene quanto vi sono problemi di funzionalità intestinale, igiene oppure utilizzo di perizoma. Durante i rapporti si può facilitare il passaggio verso la vaginale e successiva cistite.

Esistono acidificanti locali e per bocca che ostacolano lo sviluppo del batterio, come Acidif ovuli e compresse. Utilizzi un detergente a base oleosa non schiumogeno.

Saluti.




Dott.ssa Giuliana Sarteur

 

 


 Oggetto: Cistite con urinocultura negativa

Domanda:

Salve dottore,

mia figlia, una ragazza di 22 anni, ha episodi ricorrenti di cistite con urinocultura negativa.

Non riferisce dolori al basso ventre ma solamente bruciore. Abbiamo notato che tutto inizia dopo aver mangiato e l'unica cosa che le dà sollievo è bere molto e scaricare la vescica con abbondante urina, non ha il classico sintomo di urinare spesso. Ha inoltre notato che mangiando dolci inevitabilmente sente bruciore. Ha usato anche degli integratori come CISTIFLUX ma senza avere grossi risultati. Vorrei sapere se c'è qualcosa che la possa aiutare ad eliminare questo fastidioso bruciore che le si presenta ogni qualvolta mangia.

La ringrazio e attendo una sua cortese risposta.

 

Risposta:

Gentile utente,

il sintomo riferito è molto particolare. Solitamente i disturbi della minzione, con urocoltura negativa sono legati a traumi locali, attività sessuale, calcoli della vescica o anomalie di conformazione.

Il fatto che il fenomeno si colleghi all'assunzione di carboidrati mi fa sospettare una glicosuria importante.
Sarebbe utile un esame chimico-fisico delle urine ed un'eventuale curva da carico glicemico ed inoltre escludere un diabete insipido.

Cordiali saluti.

 

Cordialmente

 




Dott.ssa Giuliana Sarteur

 


Oggetto: Prevenzione Calcolosi

Domanda:

Buongiorno.

Ho da poco subito un intervento endoscopico per eliminare un calcolo ureterale ostruttivo.

In seguito alla sua eliminazione nel rene è rimasta traccia di "sabbia" che, a detta dell'urologo, bevendo molto (cosa che faccio per abitudine) dovrei eliminarla. Gli esami delle urine precedenti all'intervento mostravano tracce di ossalato di calcio.

La mia alimentazione comprende un buon quantitativo di verdura, poca frutta e cerco di evitare un eccesso di grassi animali, inoltre ho un'abbontante sudorazione e soffro di episodi sporadici di diarrea.

Pensavo di utilizzare un Vostro prodotto quale "Lithos" per mantenere ok i livelli alcalini delle urine, tuttavia esistono diversi tipi di Lithos e chiedevo quale può essere il più congeniale al mio caso e quanti cicli annuali svolgere. Grazie.

Risposta:

Gent.mo utente di questa rubrica,

lei è una persona tra i 40 e i 50 che dopo una manovra urologica-endoscopica per eliminare un calcolo vorrebbe cercare di eliminare degli eventuali residui (renali?) di calcolo.

Le scrivo subito che sono un medico qualsiasi… non un mago!!! Cosa voglio esplicitare?: con le pochissime, generiche e frammentarie notizie che mi da potrei risolverle la sua patologia solo se fossi un mago.

Di seguito pertanto proverò a farle capire che la nefrolitiasi (NL) è una malattia vera e soprattutto seria nel senso di essere degna di essere capita, studiata e quindi curata, ovvero fondamentalmente prevenuta nelle sue recidive così tanto frequenti.

Le hanno tolto un calcolo dall’uretere ma sembrano rimasti dei frammenti residui: dove?, quanti?, grandi quanto?,… io penso renali in un calice inferiore… per possibile retropulsione di qualche frammento… possibile??!!

Il calcolo eliminato (od anche qualche suo frammento) è stato analizzato?, possibilmente alla spettrometria agli infrarossi (lo fa anche Biohealth…); sarebbe fondamentale farlo, sempre che sia stato (come si dovrebbe poter fare) recuperato e conservato qualche frammento. Se è viceversa il calcolo è ureterale… allora non dev’essere di piccolissime dimensioni e se ancora ostruente, bere molto potrebbe ri-provocarle coliche: basta fare una lastra dell’addome se il calcolo è di Ca-Ox o fosfato o misto si dovrebbe vedere (radioopaco), e/o comunque farei una eco che potrebbe trovare i segni indiretti della presenza di un calcolo/frammento ureterale mostrando (= ostruzione) o la loro assenza e se viceversa calcolo nel rene far vedere direttamente la presenza del frammento/calcolino.

Sappia che i cristalli di ossalato di calcio li possiamo avere tutti all’esame urine…anche chi non fa calcoli… insomma non sono certo diagnostici!, certo in chi li ha e fa calcoli questa presenza qualcosa di più dice ma non certo come un’analisi della composizione del calcolo!!

CHe numero di colica è mai questa sua? La prima monolaterale (solo dx o sx x es.) o ne ha avute altre monolaterali o peggio da ambo i lati(reni)?, OVVERO questo è il primo calcolo?. Questo fa una grossa differenza perchè al secondo calcoli si viene classificati come RECIDIVANTI!!

Se lei è un cosiddetto ‘recidivante’ = + di un calcolo prodotto, le consiglio vivamente -data l’età- di farsi fare uno screening metabolico a dieta libera, OVVERO bevendo e mangiando proprio come quando ha fatto il calcolo, e non ‘per benino’ o anche solo ‘meglio’, per non ottenere risultati ‘falsi’ ; risultati che le diranno perché e percome fa calcoli e quindi dai quali potrà derivarne una terapia: idropinica, dietetica ed ev con integratori o farmaci. Mi segnala che beve parecchio e che suda altrettanto… ma verosimilmente prima bevevo poco e sudava lo stesso troppo… ed ha fatto quindi calcoli! Lo stesso vale per la diarrea!! Sappia che molte malattie intestinali possono essere causa di calcolosi di ossalato di calcio, specie se si mangiano verdure e frutta (ottime ma non sempre…) in abbondanza e viceversa pochi latticini (= molto ossalato e poco calcio!!); diarrea = spesso ipocitraturia!! Questo non vuol dire certamente che deve mangiare meno frutta e verdura, anzi, ma casomai associarvi (nello stesso pasto) o un’acqua a moderato tenore calcico, o dei latticini financo a delle modeste dosi di calcio carbonato… ma per dirle tutto questo ci vuole la solita valutazione metabolica della NL (la trova anche spiegata sul sito della solita Biohealth Italia!).

Ancora sulla dieta: non serve sapere cosa mangia ora, ma cos’ha mangiato mediamente negli anni prima e nell’anno in cui ha fatto il/i? calcoli.

Lithos= citrato di K e Mg. E’ forse l’arma più specifica e migliore per certi tipi di calcolosi: quali?... dipende dalla sua malattia nefrolitiasica. E come può sapere qual è la sua malattia NL?: con la solita valutazione metabolica fatta come si deve (come sopra ho già scritto). C’è anche Lithosolv = citrato di solo K (senza Mg). Come poter scegliere tra i due?: sono noioso lo so… basta fare la valutazione metabolica della NL e se risulterà una ipocitraturia senza ipomagesuria (ovvero Mg nella norma) Ok Lithosolv, viceversa Lithos (con Mg) se c’è -come spesso si vede- ipocitraturia ed ipomagnesuria (poco Mg).

Insomma abbia pazienza ho cercato di condensare una decina di pagg minimo in poche righe ma è quanto basta –spero- per essere riuscito a farle capire che la NL è una patologia degna di essere trattata sul serio e certamente non solo urologicamente ma nefrologicamente, alias non solo chirurgicamente ma anche in via medica… perché la prevenzione delle recidive sta tutta nella terapia medica.

Un cordiale saluto ed un augurio sincero.

 

 

Dott. Marco Lombardi
Specialista in Nefrologia

 

 

 


 Oggetto: Insufficienza renale

Domanda:

Gentile Dottore la contatto per un parere.

Ai miei genitori è stata diagnostica una insuf. renale e vorrei un suo parere.

Mia madre (81 anni) è ipertesa da molti anni (ultimi esami creatinina 0.8, microalbuminuria 4.8, microalbuminuria 24 ore 62.4, proteine in urine tracce, urea 46, acido urico 5.8, proteinuria 0.21, proteinuria 24 ore 0.279. Mio padre (78) è diabetico (ultimi esami creatinina 1.0, urea 45, acido urico 3.73, emoglobina glicata 7, microalbuminuria 74.6, microalbuminuria 24 ore 156.70, proteine urine 0.3).

Ora sono molto preoccupata per entrambi (anche se sono vecchi). Temo che possano finire in dialisi.

Mi può dare un consiglio?

Grazie, cordiali saluti.

 

Risposta:

Gent.mo utente di questa rubrica,

mi spiace ma non posso essere d’accordo su chi ha definito insufficienti renali due soggetti rispettivamente ♂ e ♀ e rispettivamente di 78 e 81 anni con una creatinina (ancora rispettivamente di 1.0 mg/dl e 0.8 mg/dl). Questi valori corrispondono sempre rispettivamente ad un filtrato glomerulare calcolato con la solita formula MDRD CKD-EPI a 72 e 69 ml/minuto…

In buona sintesi io come nefrologo non li prenderei neppure in considerazione anche fossero diabetici ed ipertesi!! (come del resto -ancora rispettivamente- sono). L’albuminuria/proteinuria che mi scrive mi fa quasi sorridere.

Non credo proprio ci sia spazio per alcuna dieta ‘renale’.

Il controllo del diabete e della PA è mandatario per loro come per ogni altro individuo diabetico e/o iperteso.

Parlare di dialisi per loro è assolutamente fuori luogo ed io se potessi scommetterei tutto sul contrario!!

Cordiali saluti.

 

Dott. Marco Lombardi

Specialista in Nefrologia

 


Oggetto: Cistite in menopausa e Acidif CV

Domanda:

Buongiorno,

ho 54 anni ho sempre sofferto di cistite accompagnata da infezioni vaginali, 1 – 2 episodi all’anno.

Da quasi un anno non ho più il ciclo mestruale, per il momento non ho disturbi particolari a parte secchezza vaginale con conseguente difficoltà durante i rapporti sessuali che ho risolto con l’utilizzo di lubrificanti. Da circa 3 mesi ho problemi all’apparato uro-genitale come non mi era mai capitato prima, ossia mentre negli anni scorsi il problema si risolveva in massimo 1 o 2 settimane, stavolta no, pertanto Le illustro in sintesi la vicenda: - il 19 aprile 16 dopo circa un anno ho attacco grave di cistite, intervengo subito e come solitamente prendo Chinoplus 600mg unica compressa, la cistite passa ma dopo qualche settimana avverto un lieve prurito e bruciore vaginale. Vado avanti sperando che passi evitando i rapporti sessuali, fino a che la situazione non peggiora e prurito e bruciore si fanno più intensi oltre alla presenza di perdite bianche abbondanti. Chiamo il mio ginecologo, che purtroppo non può ricevermi prima di 10gg e spiegandogli la situazione mi dice che sicuramente si tratta di candida e di ripetere la cura fatta l’anno scorso.

Questa è la terapia iniziata il 7 maggio 16: Lorenil 600 1 ovulo; Zoloder 200 - una compressa subito, una dopo 72 ore e una dopo 7 gg. (anche il partner). Passati 15 gg dalla suddetta cura intorno al 25 di maggio ho di nuovo la cistite anche se in forma lieve la sensazione di fastidio diminuisce anche con l’assunzione di un antinfiammatorio, però stavolta faccio subito una coltura delle urine con antibiogramma: risultato E. Coli – colonie: 1.000.000 e sensibile <=2 ad Amoxicillina, Ampicillina, Amikacina. Vado dal mio medico curante e mi prescrive Augmentin 1 compressa 2 volte al gg per almeno 10 gg. Torno a casa sconfortata e terrorizzata dall’idea di una ricomparsa della candida durante la terapia antibiotica, mi ricordo che mia madre, 87 anni, da più di 8 anni prende Acidif 2 volte l’anno per 3 mesi e non ha più episodi di cistite.

Faccio una ricerca su internet e mi imbatto sul vostro sito e scopro Acidif Plus inizio a prenderlo il 3 giugno 16 per 2 settimane finisco giorno 17, stavo benissimo e pensavo di aver risolto!!! Invece penso che avrei dovuto continuare con Acidif perché dopo qualche giorno è ricomparsa la sensazione di pesantezza a livello pelvico e dolore al basso ventre simile al dolore mestruale. Riparto da zero e il 25 giugno 16 riprendo Acidif Plus insieme ad Acidif compresse vaginali. La terapia è ancora in corso, il dolore al basso ventre simile a quello mestruale è passato, ma la sensazione di pesantezza a livello pelvico si ripresenta quasi ogni sera e scompare la mattina seguente. Sto evitando i rapporti sessuali, cerco di bere molta acqua, prendo una tisana a base di malva per aiutare l’intestino, ma a questo punto vorrei effettuare un tampone vaginale e poi andare dal ginecologo con i risultati, mi chiedo però se posso farlo in corso di terapia o devo interrompere Acidif cv?

La ringrazio anticipatamente.                               

 

Risposta:

Buongiorno carissima,

la lunga spiegazione delle sue disavventure un po' ha a che fare con la menopausa, ed un po' con le nostre abitudini alimentari e stile di vita. Acidif plus non è un vero e proprio farmaco, ma un disinfettante delle vie urinarie molto attivo sui sintomi e sull'equilibrio del PH vescicale che non interferisce con gli esami urinari e vaginali che possono essere eseguiti in corso di assunzione. Faccia pure le ricerche previste e soprattutto una visita ginecologica accurata che tenga conto dello stato di salute delle sue mucose, lo stato di contrattilità del pavimento pelvico, in quanto l'ipertono che favorisce la sensazione di infezione urinaria e la lubrificazionelocale. Non utilizzi detergenti troppo aggressivi, ma piuttosto a base oleosa che non disidratano, in alternativa massaggi locali con olio di mandorle.

Saluti cari.

 


Dott.ssa Giuliana Sarteur



Oggetto: Microlitiasi

Domanda:

Gentile dottore,

l'anno scorso ho fatto una ecografia e nella diagnosi di un rene vi è scritto: in quello sinistro si osservano due micropost iperecogeni di verosimile natura microlitiasica di cui uno di 5mm. al polo inferiore e l'altro al terzo medio-superiore di 5,5 mm, premetto che non ho nessun disturbo cosa posso fare devo preoccuparmi, ho fatto anche esame urine tutto ok.

La ringrazio infinitamente della sua risposta.

 

Risposta:

Gent.mo Sig.,

Per dirimere i dubbi, l’unica cosa che può fare, peraltro quello che consiglio ai miei pazienti, è una tac addome in bianco (senza mezzo di contrasto quindi). Non necessita di preparazione, può anche non essere a digiuno.

Con la tac in digitale, oramai, si vedono tutti gli eventuali calcoli anche piccolissimi e si può misurare la densità minerale dell’eventuale calcolo in un unità U.H.

Faccia esame e poi mi farà sapere.

Cordialmente.

 

Dott.  Michele Barbera
Specialista in Urologia

 

 

  


 

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